Imparare la lingua inglese in modo efficace

“una lingua diversa è una diversa visione della vita”
cit. Federico Fellini

Ampliare le prospettive e riuscire ad avere una visione d’insieme del mondo è fondamentale per sentirsi assolutamente “completi” e a proprio agio in ogni piccolo angolo del mondo, ecco perché la conoscenza delle lingue non solo arricchisce l’anima ma amplia le proprie aspettative sociali e professionali.

Una delle skill che ultimamente molti freelance tendono a perseguire è l’apprendimento delle lingue straniere, ma in special modo dell’inglese, in quanto ci permette di trovare maggiori spunti e maggiori opportunità lavorative.

Ma perché è così importante conoscere l’inglese?

Tutte le lingue sono ormai divenute parti integranti della quotidianità lavorativa e sociale, è possibile sentirsi stranieri anche solo non riconoscendo alcuni termini ascoltati per radio, tv, o magari in negozi e a scuola.

Molti termini negli ultimi anni sono sempre più presenti nella realtà quotidiana, e non conoscerli equivale ad un auto-esclusione sociale.

Imparare una lingua però non è sempre così semplice, specie se non si ha una buona base quanto meno dal punto di vista grammaticale.

Molti sono i pregiudizi legati alla possibilità che un italiano riesca ad imparare perfettamente la lingua inglese, a differenza dei paesi dell’Europa del nord dove già da ragazzi parlano in maniera fluente l’inglese; in Italia, ma anche in Spagna ed in Francia sembra che ci siamo maggiori difficoltà.

L’approccio di studio formalistico utilizzato principalmente in Italia e ormai obsoleto, tende a lasciare l’impressione di non essere effettivamente portati a parlare una nuova lingua, metodo che contribuisce sostanzialmente a creare disagio nello studente, e attivando quel processo della profezia che si auto-avvera.

La mancanza di fiducia dà luogo ad un effetto pigmalione, la suggestione di “non essere in grado” o “ non essere portati” diventa così forte da avere effetti reali sull’incapacità di riuscire a parlare fluentemente una nuova lingua.

Paesi del nord: metodo visivo, cinetico e uditivo per apprendere l’inglese

Di certo però tale differenza potrebbe dipendere dal metodo di studio utilizzato, spesso basato quasi esclusivamente sulla conoscenza grammaticale della lingua, con insegnante di lingua italiana e con una poca attenzione alla comunicazione orale che viene completamente svilita.

Tale approccio linguistico tende infatti a non sentirsi assolutamente portati all’ascolto e alla comunicazione in inglese.

Svezia, Olanda e Danimarca durante l’ultimo English Profiency Index si sono distinti invece per il metodo di studio utilizzato in ambito didattico, che privilegia l’insegnamento da parte di insegnanti madrelingua e che usufruisce di un metodo che stimola i sensi dello studente tramite tre metodi di apprendimento, ovvero uditivo, visuale e cinetico/tattile.

Lo studente potrà apprendere la lingua interagendo con l’insegnante anche tramite drammatizzazioni in cui si usano immagini ( metodo visuale ) e gesti ( metodo cinetico/tattile).

Per quanto riguarda il mondo professionale, chi deve migliorare le basi e vuole aumentare il livello di conoscenza della lingua, si accorgerà solo dopo diverso tempo e dopo aver tentato differenti approcci tempo, qual è la tecnica più adatta al proprio percorso.

C’è chi impara alcune nozioni per poi gettarsi nella pratica linguistica in un paese straniero tramite viaggi studio o di lavoro, e chi impara a padroneggiare l’inglese seguendo film, serie tv in lingua originale.

L’apprendimento di una nuova lingua dipende dal cervello

Imparare una nuova lingua comporta delle modifiche anatomiche del proprio cervello, e più determinate aree cerebrali vengono usate e modificate, più diventano forti, grazie alla neuroplasticità.

Per imparare una nuova lingua diverse saranno le abilità necessaria, indispensabile una buona memoria per l’acquisizione di tutti i vocali e la motivazione che ci guiderà nella scelta del metodo di studio più adeguato.

Tuttavia, il protagonista assoluto per l’apprendimento di una nuova lingua è il cervello.

Secondo diversi studi scientifici, infatti, l’apprendimento linguistico non dipende necessariamente dalla sola motivazione, in quanto diversi sono i fattori che lo influenzano: alcuni derivati dalla genetica altri invece dall’esperienza.

Il cervello nell’acquisizione della terminologia ma anche nella formazione delle frasi dal punto di vista grammaticale tende ad agire per associazione con la propria lingua d’origine, ecco perché secondo Kirsten Weber, una neurobiologa del Max Planck Institute, il nostro cervello usa un meccanismo per costruire e rinforzare una rete neurale per elaborare le sequenze delle nuove parole apprese.

Secondo la teoria chiamata “now or never bottleneck” sarebbero proprio i primi approcci a determinare la sorte del proprio apprendimento linguistico, in quanto il cervello elabora gli input linguistici immediatamente, così da non essere poi perduti da input successivi.

Metodo Pimsleur per imparare una nuova lingua

Tale metodo inventato dallo statunitense Paul Pimsleur sfrutta la moderna mnemotecnica della ripetizione dilazionata, ovvero il meccanismo utilizzato dai bambini per l’apprendimento della loro madrelingua.

Il metodo si basa esclusivamente sull’ascolto e la ripetizione ma non è assolutamente prevista una spiegazione grammaticale.

Il metodo di Pimsleur sfrutta 4 principi fondamentali volti all’apprendimento di una nuova lingua:

  • Metodo della ripetizione spaziata: le parole o le frasi vengono ripetute a intervalli prestabiliti al fine di memorizzarli a lungo termine, in quanto è scientificamente provato che si ricordano meglio le parole con poche ripetizioni su lunghi intervalli piuttosto che tante ma ad intervalli brevi
  • Anticipazione: Pimsleur utilizza la tecnica della “sfida a risposta” richiedendo allo studente di raggiungere la frase corretta, tale tecnica aiuta lo studente a rispondere in maniera attiva, ovvero il principio che riflette meglio le conversazioni della vita reale.
  • Vocabolario base: conosciuto anche in ambito economico come principio 80/20 inizialmente sviluppato da Pareto, il sistema di Pimsleur si concentra sulla memorizzazione delle parole più comuni, tramite una selezione accurata.
  • Apprendimento organico: il metodo Pimsleur tende a far lavorare lo studente sia sul vocabolario, che sulla grammatica e sulla pronuncia tutto in una volta, insegnando anche frasi che hanno un uso pratico nella vita quotidiana.

Sicuramente il metodo Pimsleur è un sistema innovativo che lavora tantissimo sulla pronuncia e sulla comprensione, oltre ad essere realmente molto pratico ecco perché preferito da molti professionisti che vogliono imparare perfettamente una lingua straniera.

Apprendere l’inglese grazie alle app

Al giorno d’oggi però internet ma anche le diverse applicazioni presenti sui nostri tablet o smartphone ci consentono di esercitarci in qualsiasi momento della giornata, magari sentendo una pronuncia corretta, ripetendo delle frasi, vedendo delle immagini associate a delle parole o magari effettuando degli esercizi tattili sui dispositivi mobili.

Ecco alcune delle app più popolari:

Duolingo, disponibile per Android e dispositivi Apple,  ti consente di apprendere l’inglese divertendoti.

ABA, anch’essa disponibile per Android e dispositivi Apple, se vuoi affrontare l’apprendimento in modo professionale.

Memrise, app studiata per aiutarti a memorizzare quanti più vocaboli possibile, per Android e dispositivi Apple.

Conclusioni

Possiamo concludere dicendo che a prescindere dalla strategia o dal metodo scelto, ognuno di noi dovrebbe aprirsi verso nuove lingue per il proprio arricchimento personale, ma anche professionale.

Padroneggiare con la lingua inglese ad oggi significa per un freelance solo imparare a comunicare verbalmente , scambiandosi informazioni e lavorando con professionisti, ma si tratta principalmente di ottenere una forte credibilità acquisendo uno spessore internazionale dai propri aggiornamenti professionali e orizzonti lavorativi, riuscendo ad ottenere importanti ripercussioni sul proprio portfolio clienti.

E tu ti sei mai scornato con l’inglese? Raccontaci la tua esperienza scrivendo nel box dei commenti qui sotto. Sarà utile per tutti i lettori del blog.

Irene giordano

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