Le cinque leggi naturali del successo

Avere uno scopo nella vita è una delle caratteristiche dell’essere umano che lo differenzia dagli animali.

Tentare di raggiungere i propri obiettivi è un preciso dovere di ognuno di noi, perché una vita trascorsa in preda all’ozio e all’accidia potrà rivelarsi a lungo termine più tranquilla e riposante, ma senza le sfide quotidiane che si frappongono fra l’individuo e il suo traguardo rischia, alla lunga, di tramutarsi in un’esperienza sterile.

Certo, è anche vero che per raggiungere una meta spesso le scelte da fare sono dolorose, per noi o per chi ci sta intorno, spesso imbocchiamo strade sbagliate e perdiamo tempo in deviazioni non previste, spesso, semplicemente, la nostra natura stessa di esseri umani ci convince che non siamo abbastanza forti per farcela, e abbandoniamo la nostra missione.

Questo articolo non ha pretese di insegnarti ad essere risoluto, poiché la forza di volontà è qualcosa che possiamo trovare solo in fondo a noi stessi e raramente con l’aiuto di qualcun altro.

D’altro canto questo articolo può darti qualche consiglio utile per non perdere quella strada, o quantomeno per sbandare il meno possibile nel lungo percorso che si frappone fra te e la realizzazione dei tuoi sogni.

L’importante è, come vedremo, attenersi al protocollo; una volta assunto il metodo ed elaborato il giusto programma, anche l’aspirazione più improbabile sarà alla tua portata.

Vediamo dunque quali sono le cinque colonne alle quali appoggiarsi per costruire concretamente il proprio progetto, a cominciare da quella che si trova solo nella tua mente.

 

Delinea una visione

Prima di intraprendere qualsiasi viaggio è importante capire dove si vuole andare. La tua visione, nel suo significato treccaniano di “idea personale che si ha in merito a qualcosa” e non di “fantasticheria priva di fondamento” deve essere quanto più possibile tua.

Non necessariamente unica, perché è improbabile sperare che fra sette miliardi di persone tu sia l’unico a credere in quella cosa, ma deve quantomeno essere tua, personale, individuale.

È importante che il tuo traguardo abbia sin da subito dei lineamenti ben definiti e netti, perché – per rimanere nella metafora del viaggio – un percorso svolto nella nebbia si mostrerà più arduo, quando non controproducente, di uno affrontato in una bella giornata di sole.

 

Pianifica attentamente

Quello della pianificazione è forse il momento più importante dei cinque qui descritti.

Una nave non arriverà mail al suo porto senza una giusta rotta. E la rotta non deve essere solo giusta, ma perfetta.

Non c’è niente di più frustrante di trascorrere intere giornate nel nome di qualcosa e poi ritrovarsi con un pugno di mosche, per questo una volta stabilito cosa vuoi fare è importante che tu capisca sin da subito come farlo.

Il mondo in cui vivi ti dà tutti i mezzi necessari a capirlo, sfruttali: è indubbio che la prima fonte di potere sia la conoscenza, quindi come regola zero impara ad accettare che senza studio, senza ricerca di informazioni e senza la giusta selezione delle medesime nulla può essere davvero compreso e affrontato, e quindi l’atto stesso della pianificazione non è possibile.

Non è neanche un reato chiedere aiuto, ammettere dignitosamente che chi ne sa più di te può aiutarti a fare chiarezza sui punti oscuri; ma che tu sia da solo, in collaborazione o in gruppo tieni sempre a mente che il momento della pianificazione è il più delicato e va affrontato con tutta la lucidità mentale di cui disponi.

Non lo sottovalutare, o rischi di scoprire un nuovo continente convinto di essere arrivato in India.

 

Segui il metodo

Se il momento della visione è quello mentale e quello della pianificazione è quello organizzativo, il momento del metodo è quello pratico, quello che ti porta fisicamente a raggiungere il tuo obiettivo.

Anche se si passa dal piano concettuale a quello reale, l’assunzione di un metodo ha molto in comunque con la gestione della pianificazione.

Occorre infatti anche in questo caso essere preparati adeguatamente alla prassi da seguire, e anche in questo caso l’unico modo per riuscirvi è documentarsi.

La differenza sostanziale sta nel fatto che qui entra in gioco un nuovo fattore, che analizzeremo meglio nel prossimo punto, che è quello della forza di volontà. L’elaborazione del metodo è quanto di più tuo tu possa fare in questo processo, ancor più della visione: quest’ultima può essere condivisa, il metodo no.

Il metodo si adatta alle tue esigenze e alle tue abitudini, e devi modellarlo prendendoti il giusto tempo per renderlo una risorsa piuttosto che un fastidio.

Ecco, nel momento in cui realizzi che quello che stai facendo ti dà più stress che soddisfazioni, vuol dire che sbagli qualcosa nel metodo, e devi cambiarlo.

Non è mai troppo tardi per farlo, ma non commettere l’errore di pensare che potrai modificarlo per sempre: il tempo che abbiamo a disposizione non è infinito, e non devi permetterti il lusso di perdere troppi treni.

Ad un certo punto potrebbero non essercene più.

 

La disciplina dello scalatore

Qui saremo brevi, perché non c’è niente che possiamo aggiungere alla già vastissima letteratura su quanto sia importante seguire il proprio metodo con una disciplina ferrea.

La disciplina è qualcosa di cui si dispone geneticamente o che si può imparare, l’importante è rispettarla.

Ed estendere la nostra similitudine dall’ambiente marittimo a quello della montagna forse potrebbe aiutarci ad esprimere meglio l’idea: raggiungere una vetta non è impossibile nemmeno per lo scalatore alle prime ascese, l’importante è farlo nel rispetto della montagna che, com’è noto, alla fine della scalata darà soddisfazioni prima impensabili, ma solo se l’arrampicata si fa rispettando i limiti che una tale impresa impone.

La montagna non perdona, se una parete è ardua da affrontare vuol dire che questa è affrontabile, ma solo rispettandone la maestosità. Nessuna leggerezza, nessuna boria, nessuna supponenza nei confronti di un atto semplice come quello di ficcare una piccozza fra due pietre, che può rivelarsi fatale se eseguito con sciatteria.

La scalata verso il tuo obiettivo dovrà rispettare le stesse rigide regole: ogni giorno, ogni momento andrà fatto in funzione di un processo armonico ma deciso, ripetuto fino allo sfinimento, finché non diventa l’indispensabile ingranaggio di un macchinario perfettamente funzionante.

La prassi non va mai persa di vista, o il volo che si rischia di fare potrebbe essere conclusivo. E senza ali.

 

Sii il migliore

Impossibile? Assolutamente no. Umberto Eco, nel suo illuminante “Come si fa una tesi di laurea” spiega egregiamente che

“[…] su quello che avete scelto, fosse pure Variazioni nella vendita dei quotidiani all’edicola all’angolo di Via Pisacane e Via Gustavo Modena dal 24 al 28 Agosto 1976, su quello voi dovete essere la massima autorità vivente. E anche se avrete scelto una tesi di compilazione che riassume tutto quello che è stato detto sull’argomento senza aggiungere nulla di nuovo, voi siete un’autorità su ciò che è stato detto da altre autorità. Nessuno deve conoscere meglio di voi tutto quello che è stato detto su quell’argomento.”

Ma a questo punto, il problema per te non dovrebbe porsi: se avrai modellato a fondo la tua visione, organizzato il da farsi certosinamente, individuato un metodo più adatto alle tue esigenze e seguito tutti i passi oculatamente, nulla ti impedirà di ambire ad essere il migliore nel tuo campo, che coinciderà col raggiungere il tuo obiettivo.

Perché, a costo di essere banale, devi tenere a mente che costanza e impegno alla fine premiano sempre.

Perché per la persona che sa cosa vuole dalla propria esistenza la parola “impossibile” è solo un lemma di cinque sillabe, semplice iperbole di qualcos’altro che è solo molto difficile.

Enzo Santilli

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