Posto fisso o libertà: diventare freelance e riprendere in mano la propria vita

Non è triste avere un lavoro che ti fa aspettare con ansia di avere due settimane libere per evitare di fare quello che devi fare nelle altre cinquanta settimane dell’anno?
[…]
Invece di sognare la prossima vacanza, forse dovresti scegliere una vita dalla quale non senti l’esigenza di scappare“. (Seth Godin)

Facile a dirsi, difficile a farsi. Molti desiderano abbandonare una volta per tutte la vita da lavoratore dipendente e mettere a frutto le proprie capacità e competenze per avviare un’attività in proprio. Poi, però, tra il dire e il fare c’è di mezzo la busta paga, lo stipendio sicuro a fine mese, la tredicesima, i buoni pasto, i contributi e le ferie pagate.

Il motivo principale per cui la maggior parte delle persone non lascia il proprio lavoro, benché mortificante, tossico e deprimente, è la paura del cambiamento. Non hanno il coraggio di rinunciare alle sicurezze acquisite e di lasciare qualcosa che, seppur avvilente ed umiliante, è diventato un riferimento, un porto sicuro. Non sapendo cosa potrebbe accadere, scelgono di stare male un po’ ogni giorno per tutta la vita invece di affrontare un cambiamento. Certo, è più facile non agire. La rigidità mentale è il più grande ostacolo alla realizzazione personale.

Ci vuole coraggio per lasciare il posto fisso per diventare freelance. Bisogna credere in se stessi e nelle proprie potenzialità, sapersi organizzare, essere proattivi ed elastici ed avere una naturale predisposizione al lavoro autonomo.

Abbiate il coraggio di agire nonostante la paura dell’ignoto

Mi rivolgo agli introversi desiderosi di solitudine, che si svegliano ogni mattina nauseati dall’idea di trascorrere l’intera giornata in caotici uffici open space, che frenano la creatività, danneggiano il rendimento dei dipendenti e riducono la motivazione, producendo stress, apprensione e conformismo.

Mi rivolgo alle persone riservate, pacate e schive, penalizzate da snervanti sessioni di brainstorming ed oppresse da un sistema basato sull’ideale dell’estroversione, che premia i chiacchieroni ed i parolai, confondendo molto spesso l’eloquenza con la bontà delle idee.

Essere sottovalutati, sminuiti e discriminati a causa di un aspetto che ci definisce nel profondo è mostruosamente ingiusto. L’introversione ha basi biologiche e rappresenta un ingrediente essenziale di ciò che siamo.

Ognuno di noi ha doti personali che, se utilizzate al meglio, rappresentano le basi del proprio successo.

Abbiate il coraggio di ribellarvi alla pressione del branco che ci dice di uscire dal guscio, che cerca di inculcarci l’idea che per essere vincenti si debba essere spavaldi, alzare la voce e battere i pugni sul tavolo. Il lavoro di squadra soffoca la creatività e penalizza doti meritevoli, come l’intuito, la concentrazione e la riflessione. Abbiate il coraggio di ribellarvi ad un sistema che non rispetta quelle che sono le nostre esigenze, negandoci la possibilità di esprimere al meglio le nostre abilità e capacità.

Create la vostra nicchia rigenerante in cui vivere e lavorare serenamente, riappropriandovi del vostro tempo, del vostro benessere e della vostra salute. Assumete il controllo e la piena responsabilità della vostra vita. Abbiate il coraggio di cambiare. Agite nonostante la paura dell’ignoto. Concentratevi su ciò che desiderate. Non esistono limiti a ciò che possiamo fare. L’unico limite che abbiamo è porci un limite.

Mettetevi in gioco, uscite dalla vostra zona di comfort e sfidate le critiche ed i te l’avevo detto della gente. Sul vostro cammino troverete plotoni di amici, o presunti tali, che cercheranno in ogni modo di sminuirvi, scoraggiarvi e remarvi contro. Le persone invidiose, frustrate ed insoddisfatte fanno così. Si tratta di amicizie velenose e depotenzianti, da cui è bene prendere le distanze. Se qualcuno che dovrebbe essere un amico si indispettisce quando si accorge che state ottenendo buoni risultati, e si compiace quando qualcosa vi va storto, semplicemente non è un vero amico. Quindi, non perdeteci del tempo.

Io l’ho fatto. Ho scelto una vita dalla quale non sento l’esigenza di scappare. Ho detto di no ad un contratto a tempo indeterminato che mi avrebbe condannato ad essere infelice fino all’età pensionabile. Non tornerei mai indietro, e lo dico davvero, senza finti entusiasmi o sprezzanti atteggiamenti da amazzone. La soddisfazione di aver creato qualcosa di veramente mio è impagabile.

Seguendo le mie inclinazioni, mi sono cucita addosso un lavoro che asseconda appieno la mia personalità, rispetta il mio temperamento e mi fa vivere serena ed appagata. Fatelo anche voi, ne vale la pena.

Diventare freelance: i vantaggi

Sono molti i vantaggi di diventare freelance, portatore sano di partita IVA. Innanzitutto, si è capi e, al contempo, dipendenti di se stessi. Potete organizzare il lavoro in modo autonomo, dandovi orari e scadenze e gestendo il tempo in base alle vostre esigenze.

Una gestione razionale del tempo è di vitale importanza quando si lavora in proprio. Pianificare, programmare, stilare ogni giorno una to-do-list a cui attenersi e mettere a fuoco quelle che sono le priorità è fondamentale.

Il freelance deve fare tutto da sé. Non avendo il sostegno di un’azienda solida alle spalle, deve fare da amministratore delegato, segretaria, contabile, centralinista, motivatore e factotum.

Se lavorate bene, non dovrete spartire i risultati del vostro operato con il resto della ciurma, nessun altro si prenderà il merito del vostro buon lavoro e, al tempo stesso, il vostro impegno non verrà vanificato dall’incompetenza e dagli errori di altri membri dello staff. Lavorate esclusivamente per voi stessi.

Potete portare il vostro lavoro pressoché ovunque. Potete lavorare sotto l’ombrellone, in biblioteca, al parco, in terrazzo, in treno o in un Internet café. Questo stile di vita offre la possibilità di lasciarsi guidare dall’ispirazione del momento.

Un altro privilegio di essere freelance è quello di poter stare a casa mentre si lavora, e questo rappresenta un vantaggio inestimabile, anche e soprattutto nel medio-lungo termine.

Jessica Maggi

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