La regola delle 5 ore come sfruttarla al meglio

Nell’era della post verità, in cui molti pretendono di esserne portatori ma pochi si impegnano a cercarla davvero, non mancano episodi di scoperte teoricamente sensazionali che finiscono per risultare in un grande bluff.

Altre proposte appaiono di più modesta natura, ma spesso accade che sono proprio queste ultime a far quadrare il cerchio, perché non hanno velleità di puntare alla Luna ma operano con i piedi ben ancorati al terreno del fattibile.

O per dirla con una citazione: “dai diamanti non nasce niente… eccetera, eccetera.”

La regola delle 10.000 ore: storia di un mito sfatato

Nel 2008 il giornalista canadese Malcolm Gladwell assurse agli onori della cronaca grazie alla pubblicazione di quello che rimane tutt’oggi il suo libro più famoso: Outliers, distribuito anche in Italia con il titolo di Fuoriclasse. Storia naturale del successo (Mondadori, 2010).

Il saggio raccontava il processo di formazione di alcuni giovani violinisti di un conservatorio tedesco, e di come questi si adoperassero all’interno e all’esterno dell’istituto per diventare i migliori al mondo nel loro campo.

Poggiando i propri postulati sull’esperienza dei giovani musicisti, e adducendo alla tesi altri esempi simili, Gladwell arrivava a brevettare quella che è poi passata alla storia come regola delle 10.000 ore.

Semplificando molto, secondo l’autore chiunque può diventare un esperto mondiale nel proprio campo di studi se studia (o fa pratica) per almeno 10.000 ore.

Tuttavia, l’entusiasmo iniziale riguardo a una tale golden rule – dovuto probabilmente all’idea che si fosse trovata l’equazione perfetta del rapporto che sussiste fra sacrificio e successo – è stata ben presto e ripetutamente smorzato, sia da fonti straniere che italiane.

Le ragioni sono presto dette: non è possibile tracciare con certezza matematica un schema che tenga conto di tutte le variabili di ogni attività, campo di studi o settore di ricerca. Le variabili in questione sono semplicemente troppe, troppo diverse fra loro e troppo imprevedibili.

Lo stesso Gladwell aggiusterà successivamente il tiro, affermando di essere stato probabilmente frainteso nelle intenzioni, in quando il suo scopo era quello di dimostrare come con almeno 10.000 ore di studio si potessero raggiungere traguardi ragguardevoli.

Si torna quindi al punto di partenza, dove l’unico assioma esatto è quello che ci hanno insegnato sin dalle scuole elementari: l’impegno deve esserci per tutti, ma ognuno ha i suoi tempi e i suoi metodi per arrivare ad un traguardo comune.

E tu sei disposto a studiare un metodo che porti risultati concreti alla tua attività? Semplice ma efficace? Fai click sul pulsante qui sotto.

 

 

Esiste un’alternativa?

Ma è davvero tutto qui? Dobbiamo davvero accettare l’idea che non ci sia un qualche tipo di percorso preferenziale da seguire, testato sul campo e dalla sicura riuscita, per arrivare più agevolmente alla vetta del successo?

Anche in questo caso, la risposta è ni.

Stando alle dichiarazioni di alcuni personaggi che “ce l’hanno fatta” davvero, infatti, un piccolo trucco potrebbe facilitare la tua ascesa al successo. Si chiama “regola delle 5 ore”, e proveremo a descriverla in dettaglio nelle righe che seguono.

La regola delle 5 ore: fare poco per ottenere tanto

In più di un’occasione, guru del calibro di Mark Zuckerberg, Oprah Winfrey e Bill Gates hanno ammesso di ricorrere a questo stratagemma per aumentare la produttività e migliorare le proprie conoscenze nell’ambito di lavoro in cui sono abituati ad operare.

In cosa consiste questa sana abitudine?

Molto semplicemente, nel riservare un’ora al giorno per cinque giorni a settimana allo studio e alla formazione, indipendentemente dal tipo di attività che si conduce e da quanto sia serrata la propria agenda di impegni.

La prima obiezione che salterà alla mente del lettore più attento (o impegnato), sarà sicuramente quella di non avere abbastanza spazio di manovra per dedicare un’ora al giorno alla formazione. E questo è il più grande errore che si possa commettere.

Abbiamo già visto infatti come pianificare attentamente le proprie settimane e le proprie giornate sia una delle più importanti – se non la più importante – fra le cinque leggi naturali che sono alla base del successo. Prendersi un attimo di pausa, mettersi a tavolino e individuare un momento giornaliero da dedicare alla formazione deve essere obbligatoriamente un aspetto di tale pianificazione.

D’altronde, se ci sono riusciti due fra gli uomini più impegnati al mondo, non v’è ragione per cui non debba riuscirci anche tu.

Le fasi della regola delle 5 ore: lettura, riflessione e sperimentazione

Il modo migliore per non trasformare una regola produttiva in qualcosa di pesante e noioso, è quello di dividere il tempo che le riserviamo in tre fasi egualmente importanti: lettura, riflessione e sperimentazione.

Sarebbe poco saggio spezzare ogni ora in tranche da 20 minuti, quindi potresti utilizzare tre delle cinque ore settimanali per leggere, una per riflettere, una per sperimentare.

Lettura

So di non sapere

affermava uno dei più grandi sapienti di tutti i tempi, ovvero Socrate.

Pertanto, anche se ti consideri il maggior esperto mondiale del tuo settore, continuare a studiare non ti farà male.

Al contrario, ti permetterà di spingere ancora più in là l’asticella del tuo know how, e magari arrivare laddove nessuno dei tuoi competitor è arrivato prima.

Il primato è una cosa che va conquistata sudando e formandosi, e solo continuando a studiare è possibile mantenerlo.

Perché nonostante questa sia l’era dell’informatica, la lettura rimane comunque lo strumento più potente per aprire le porte della consapevolezza.

Riflessione

Chiaramente, limitarsi a sfogliare delle pagine non è indice di sicuro apprendimento: lo studio va messo in pratica.

Questa è la ragione per cui delle 5 ore che dedicherai alla formazione, una dovrai riservarla alla riflessione: porsi delle domande su ciò che si è appreso costituisce la corsia preferenziale per il miglioramento intellettivo.

Quella della riflessione è un’attività che può essere fatta in piena autonomia e solitudine, magari in uno spazio isolato e silenzioso, oppure in compagnia di chi ti supporta nella tua attività, in modo tale da poter avere un elemento di confronto con cui scambiare opinioni, capire se hai avuto un’intuizione giusta o semplicemente essere messo alla prova.

Se sei alla guida di un’azienda che conta numerosi dipendenti, un momento di condivisione collettivo potrebbe essere l’ideale per far germogliare il seme dell’innovazione. D’altronde non si è mai visto che – se incanalata sulla stessa linea d’onda – l’azione combinata di tanti cervelli abbia prodotto meno risultati di quella di una sola mente.

Sperimentazione

La parte finale della regola delle 5 ore sarà volta alla sperimentazione, ovvero a trasformare in azioni pratiche quello che si è letto e su cui si è riflettuto.

Attenzione: sperimentare non è sinonimo di riuscire, ma neanche di andare a tentoni.

Sperimentare vuol dire agire con metodo in una determinata direzione solo dopo che si sono acquisite delle solide basi teoriche sulle quali si è avuto moto di ragionare; senza formazione e riflessione, sperimentare non costituisce altro che una perdita di tempo.

Ricordati dunque che come sempre il segreto sta nel sapersi bilanciare.

Se da un lato non ha senso andare a tentoni in un campo di cui si ha poca scienza, dall’altro non devi avere la presunzione studiare sia sinonimo di successo immediato.

Il successo si costruisce mattone dopo mattone, lettura dopo lettura e sperimentazione dopo sperimentazione.

E se sarai bravo e costante, tutti i fallimenti che dovrai sopportare saranno poca cosa se paragonati ai frutti di un’operazione condotta in seno alla diligenza.

Appendice: come formarsi oggi?

Nel paragrafo precedente ci siamo soffermati su quanto sia importante leggere per raggiungere una formazione tale da garantire una corretta gestione della propria attività lavorativa.

Vero è che oggigiorno ci troviamo spesso di fronte alla duplice sfida di dover recuperare materiale cartaceo che non è immediatamente disponibile in Italia, oppure viceversa di avere una scelta di canali su cui condurre la formazione talmente vasta da non sapere quale scegliere.

Si tratta in entrambi i casi di problemi assolutamente risolvibili. Disponiamo infatti di tutti i mezzi per affrontarli, e questi mezzi portano il nome di e-book e corsi online.

Li esaminiamo meglio nelle righe che seguono.

Gli e-book, dove trovarli gratis e a pagamento

Il concetto di e-book viene spesso associato a quello di illegalità. Al pari di film, musica e software, anche i sostituti dei cari vecchi testi cartacei non godono di una fama propriamente positiva, poiché questi vanno scaricati dal web e col passare degli anni pare essersi sempre più calcificata l’equazione “download = pirateria”.

Questo non è vero, perché esistono molti portali che in maniera del tutto gratuita o a fronte di una piccola spesa permettono di recuperare praticamente qualsiasi titolo si desideri.

Dove trovare e-book gratuiti

Uno di questi è il celebre Amazon, che nella sua sezione dedicata all’editoria propone ciclicamente una serie di testi in formato digitale a costo zero.

Come non citare poi il Project Gutenberg, quello che probabilmente è stato il primo sito web a pensare ad una diffusione di massa della cultura in formato digitale.

Ideato già nel 1971 come semplice archivio digitale e divenuto ben presto un punto di riferimento per chiunque cerchi buona letteratura, il portale oggi raccoglie circa 50.000 volumi, prevalentemente di genere letterario e di pubblico dominio.

“Genere letterario” è spesso differente da “letteratura di settore”, ma nessuno ha detto che una buona formazione vada fatta esclusivamente su testi tecnici: un buon romanzo d’autore spesso apre la mente più di qualsiasi volume scientifico.

Sulla stessa falsariga si muove l’italianissimo LiberLiber, che al modico prezzo di 2€ ti permette di scaricare oltre 3.500 volumi in edizione integrale, tutti in italiano e nel formato che preferisci (quindi PDF, ePub e Mobi).

E-book a pagamento: i migliori database

Se invece ciò di cui hai bisogno sono testi settoriali, specializzati e tecnici, il nostro consiglio è quello di mettere da parte l’avarizia e spendere la giusta somma per una formazione di alto livello.

Il già citato store di Amazon è uno dei migliori lidi ai quali guardare, poiché mira a fornire una copia digitalizzata di quasi ogni libro venduto.

In tal senso, il database di Amazon è battuto in quanto a numeri forse solo da quello di iTunes, il quale però ha il vantaggio di vendere solo testi in formato digitale, dedicandosi quindi ad avere un catalogo elettronico sempre più fornito e vario.

Se invece sei un utente Android e leggi da dispositivi Android, potresti dare un’occhiata allo Store di Google, autodefinitosi – non sappiamo quanto a ragione – “la più vasta raccolta al mondo di e-book”.

I corsi online

A volte la formazione in autonomia può non essere sufficiente, ed è necessario iscriversi ad un corso. Tuttavia, se già è stato difficile riuscire a trovare cinque ore a settimana da dedicare all’apprendimento, figuriamoci quanto potrebbe esserlo seguire delle vere e proprie lezioni.

Anche in questo caso, niente paura: ci pensa l’internet.

Negli ultimi anni, il mondo dei corsi di formazione online ha guadagnato sempre più appeal e credibilità. Come accade per ogni settore in crescita che si rispetti, non mancano proposte farlocche o vere e proprie truffe, quindi il consiglio è quello di farsi furbi e puntare direttamente a lezioni impartite da veri professori facenti capo a vere università.

Non sarà necessario iscriversi ad alcun ateneo, né fisico né virtuale, in quanto piattaforme come Future Learn e Coursera hanno fatto la loro fortuna proprio stipulando accordi con i più prestigiosi atenei del mondo, dando quindi a chiunque la possibilità di seguire un corso di Harvard senza dover volare negli Stati Uniti.

Molti di questi corsi, detti MOOC (‘Massive Open Online Courses’) sono gratuiti ed aperti a tutti; le lezioni sono a cadenza settimanale ma possono essere seguite, interrotte e riprese in qualsiasi momento grazie al fatto che ogni materiale didattico viene salvato e immagazzinato online per future consultazioni.

Alla fine del corso si riceve un attestato, che non sarà equipollente al superamento di un esame universitario ma che avrà una validità istituzionale. Senza considerare il fatto che – diciamocelo onestamente – non farà certo brutta figura sul curriculum.

In alternativa, puoi testare il sistema che ti proponiamo noi di PadroneDelTempo, semplice, concreto ed efficace. Tutto quello che devi fare è un click sul pulsante qui sotto.

Conclusioni

Riassumendo, in questo articolo abbiamo provato a gettare luce sul fatto che non esiste una vera e propria equazione in grado di regolare il rapporto fra ore di preparazione e garanzia di successo, e questo è evidente dall’inapplicabilità della regola delle 10.000 ore.

Dedicare un momento di ogni giornata alla formazione è però importante, ed una tecnica poco invasiva ma certamente utile è quella nota come “regola delle 5 ore”.

Rispettare le tre fasi della formazione, ovvero lettura, riflessione e sperimentazione, è il minimo che ti venga richiesto affinché la formazione sia produttiva piuttosto che uno spreco di tempo.

Un buon modo per far fruttare questa regola è quello di affidarsi alle risorse di cui la rete abbonda, come gli e-book – più leggeri e pratici dei libri cartacei – ed i corsi online.

Questi ultimi con il passare degli anni stanno diventando sempre di più e sempre migliori, soprattutto grazie al felice rapporto che si è venuto a creare fra alcune piattaforme e le Università.

Ora hai tutti i mezzi per pianificarla, sta a te capire dove orientare la tua formazione e quali momenti della settimana dedicare a questo importantissimo momento.

Su Padronedeltempo.com abbiamo provato a darti una mappa, la qualità del viaggio dipende solo da te!

Anche tu disponi di un metodo per fare pratica, studiare ed aumentare il tuo know how nonostante una vita intensa e un’agenda fitta?

Pensi che il tuo metodo possa superare in efficacia quello della regola delle 5 ore? Faccelo sapere nei commenti! Saremo felici di portarlo all’attenzione dei nostri lettori.

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