Tim Ferriss e Seneca quando il management incontra la filosofia

“Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto”
Seneca

Nonostante i due mondi possano sembrare totalmente opposti, management e filosofia hanno molte cose in comune, secondo Tim Ferriss.

Lo stoicismo e il minimalismo dovrebbero essere applicati in maniera costante al management ma soprattutto al decision making, in quanto entrambe suggeriscono di tralasciare ogni aspetto o compito effimero per prestare maggiore concentrazione e impegno solo sugli aspetti stabili e certi.

La filosofia di Tim Ferris ha rivoluzionato la sua vita, aiutandolo a riorganizzare ogni aspetto e impegno, ma soprattutto regalandogli tanto tempo libero da dedicare alle attività più disparate, dalle arti marziali, allo studio e approfondimento di ben 6 lingue, o anche ai corsi di nuoto e immersioni nel Mar dei Caraibi.

Tim Ferris è noto per aver scritto “4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando dieci volte meno”, un testo tradotto in almeno 35 lingue che è riuscito ad entrare nella classifica dei bestseller del New York Times.

Testo che dal 2007 conquista lettori da tutto il mondo e ha reso celebre Tim Ferris. Negli anni è divenuto collaboratore di diverse riviste mondiali, i suoi podcast sono riusciti a superare i 70 milioni di download oltre ai video pubblicati, utili a conoscere la sua particolare filosofia.

Il manager californiano sostiene che è possibile diventare ricchi e felici lavorando un minore numero di ore, o meglio, basterebbero solamente 4 ore alla settimana per raggiungere una stabilità economica.

Ma chi è Timothy Ferris?

Biografia di Tim Ferris

Tim Ferris è una figura talmente poliedrica da rendere particolarmente complessa la sua descrizione.

Nasce ad East Hampton, New York, il 20 luglio del 1977 da un padre agente immobiliare e madre fisioterapista. Segue un percorso di studi a Princeton dove prova a specializzarsi in Neuroscienze, percorso che interrompe per dare una svolta alla sua carriera.

Il giovanissimo Tim all’età di 23 anni fonda la start-up Brain Quicken che si occupa di vendita di integratori alimentari online.

Particolarmente bravo a gestire ogni aspetto organizzativo dell’azienda, Ferris inizia a delegare i compiti. Lo stesso Ferris  ha dichiarato di aver investito inizialmente solamente 400 dollari, ma in pochissimo tempo riuscirà a guadagnare circa 40 mila dollari al mese dopo solo un anno e mezzo dall’avvio dell’attività.

L’azienda sarà venduta nel 2009 ad un fondo di Private Equity londinese.

È nel 2007 che arriva la notorietà, subito dopo la pubblicazione del suo libro 4 ore alla settimana” libro che raggiunge la fama mondiale, piazzandosi al primo posto nelle classifiche dei libri più venduti.

Ed è proprio grazie alla pubblicazione e alla fama del suo best seller che Tim Ferris intraprende l’attività di business angel, investendo in numerose società online, tra cui Twitter o Daily Burn.

Ma questi sono solo alcuni dei numerosi successi conquistati da Ferris, che non perde occasione per inseguire le sue passioni: dai viaggi in giro per l’Europa, ai corsi di lingue, allo studio del tango e infine alla pratica delle arti marziali.

“The 4 hour workweek” è il titolo originale del testo, un volume che in 350 pagine affronta temi e nuove tendenze del mondo del lavoro, dal downshifting, al reddito passivo, il telelavoro, i virtual assistant, i business online, o anche il self marketing e il personal branding, tutti temi che per l’autore rappresentano i pilastri più importanti della sua nuova vita.

Nel testo l’autore non propone esclusivamente un metodo lineare, ma piuttosto un ventaglio di strategie ideali a creare un nuovo stile di vita, fondato principalmente su una maggiore libertà finanziaria, data da un minor numero di ore di lavoro e da più tempo libero da investire nelle proprie passioni.

Il principio di Tim Ferris

Durante un’intervista rilasciata a LifeHacker, Tim Ferris spiega:

«Il segreto è pensare prima di reagire. Prendersi delle pause frequenti e sforzarsi di eliminare, invece di organizzare.

Creare delle liste di cose da non fare, eliminare, rimuovere tutte le distrazioni. Avere una lista delle priorità»

aggiungendo inoltre che:

«Prima di fare un’analisi del proprio lavoro, bisogna rispondere a una domanda.

Quali sono le metriche che davvero contano? Quelle che misurano il tuo progresso verso un obiettivo? Se non riesci a misurarle, non saprai comprenderle.  Tutto quello che può essere misurato, può essere gestito. In che modo?

Applicando “il principio 80/20” in poche aree specifiche. Qual è il 20% dei tuoi clienti, dei tuoi prodotti, o dei tuoi distributori, che producono l’80% del tuo profitto?».

Secondo Ferris una volta individuati gli obiettivi, ma soprattutto le attività prioritarie, le più irrilevanti o poco importanti devono necessariamente essere scartate o delegate, solo in questo modo si potranno raggiungere gli obiettivi prefissi.

Tutti i consigli di Tim Ferris

Secondo Tim Ferris è possibile affrontare qualsiasi tipologia di problema, in caso di decision making sarà necessario:

  • Analizzare ogni aspetto e informazione con maggiore imparzialità.
  • Misurare in maniera costante tutti i risultati ottenuti.
  • Considerare approcci comuni al decision making.
  • Vagliare i casi che si discostano dalla norma, o la presenza di anomalie.
  • Domandarsi sempre cosa sarebbe successo se si fosse eseguito un compito contrario a quello che stiamo perseguendo.

Ferris e il principio di paura

La paura o l’incertezza, ma soprattutto la mancanza di autostima, sono spesso i limiti che molti vivono come un ostacolo insormontabile.

Secondo Tim Ferris è proprio partendo dalla sensazione della paura che è possibile raggiungere grandi risultati.

Dalle parole di Tim Ferris:

«Se sei preoccupato non risolverai i tuoi problemi, così come se hai ansia o incertezza.

Tutti quelli che affrontano un cambiamento potrebbero fallire, ma bisogna metterlo in conto e capire quali sono i passi per tornare alla situazione precedente.  

Come si riesce nel business e nella vita? Diventando indispensabili per il tuo capo o per l’azienda che gestisci.

Puoi farlo solo se sei disposto ad assumerti più responsabilità. Così avrai sempre qualcosa su cui far leva per negoziare migliori condizioni, come più tempo libero».

Diversi sono i video nei quali Tim Ferris racconta come affrontando la paura ha sconfitto alcuni scheletri nascosti nell’armadio ottenendo risultati sorprendenti. Vediamo uno stralcio:

Ferris e le muse

Per riuscire a raggiungere tali risultati diventa indispensabile creare un business digitale che ci consenta di riuscirci a garantire una maggiore libertà di gestione, attività che Ferris definisce “muse”. Il principale obiettivo è riuscire a creare un veicolo automatico necessario a generare denaro senza però consumare tempo, obiettivo che può essere perseguito solamente grazie alle due priorità: flusso di cassa e tempo, solo tramite queste due categorie tutte le cose diventano possibili.

Il grande successo di Tim Ferris

Già dal titolo del libro Ferris cattura l’attenzione del lettore, dato che sembra promettere l’impossibile ai numerosi manager e uomini d’affari sommersi dalle numerosi attività e documenti, mail e chiamate telefoniche.

Molti hanno decisamente apprezzato l’analisi condotta dal guru del recupero del tempo e della strategia d’azione per riuscire a guadagnare tempo e denaro.

Ferris suggerisce di utilizzare la tecnologia per cercare di ridurre gli impegni quotidiani che potrebbero ingolfare le giornate di migliaia di impiegati e dirigenti, sempre alle prese con un considerevole numero di e-mail.

Secondo Ferris potrebbe essere efficace usare la tecnologia per selezionare le mail cercando di rispondere solamente a quelle più importanti, cancellando le inutili e consegnando ad un consulente esterno quelle poco importanti, un personal assistant.

Low information diet

La dieta dell’informazione limitata suggerisce al manager di concentrarsi esclusivamente su una cosa alla volta, cercando di partecipare alle riunioni che riescono a produrre una decisione per non più di mezz’ora, ma soprattutto di delegare le decisioni meno rilevanti ad ulteriori collaboratori.

La grande abilità di Ferriss è stata quella di intercettare un malessere particolarmente diffuso nella società, sempre più sommersa di aspetti tecnologici ma con sempre meno tempo a disposizione da dedicare alle varie attività quotidiane.

Critiche a Tim Ferris

Come tutti i più grandi, i personaggi di spicco attirano a sé plausi ma anche critiche, e Ferris non fa eccezione.

Secondo alcuni nelle sue teorie esistono delle incongruenze: ad esempio, la campagna di promozione del suo libro lo ha impegnato decisamente più del tempo promesso dallo stesso autore, quindi ben oltre le 4 ore settimanali.

Concludendo possiamo affermare che…

Sicuramente un personaggio come Tim Ferris per noi di padronedeltempo.com non può che essere una grande fonte d’ispirazione dalla quale attingere ogni strategia o strumento utile ad una buona gestione del tempo.

E’ vero che il tempo è limitato, tuttavia tale limite può essere aggirato applicando delle strategie che ci impediscano di dissiparlo in compiti inutili che potrebbero solo allontanarci dagli obiettivi prefissati.

Ne abbiamo parlato in numerosi articoli.

E per voi quanto conta il tempo che avete a disposizione? Ma soprattutto, a quali strategie, app o tecniche vi rifate per riuscire a risparmiare tempo?

Irene Giordano

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Pubblicato in I Maestri della Gestione del Tempo
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